Gentile Pubblico,
premesso che
è stato emanato il DPCM del 4 marzo 2020 art.1 comma 1 lett. B che dispone “Misure per il contrasto e il contenimento sull’intero territorio nazionale del diffondersi
del virus COVID-19”
- che  all’art.1 di cui sopra, per continuare una moderata attività si prevede l’eccezione che consente “l’affollamento di persone condizionata al rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro”;
- che tale eccezione per le attività teatrali è ritenuta di fatto inapplicabile dai teatri romani.

La Sala Umberto sospende le attività aggregative e le recite in cartellone dal 5 marzo al 3 aprile 2020.

Verranno a breve comunicate le date di recupero degli spettacoli sospesi. Onde evitare l’intasamento del botteghino che sarà contestualmente chiuso al pubblico, ma operativo telefonicamente e via mail a prenotazioni@salaumberto.com, vi invitiamo a seguire gli aggiornamenti sul nostro sito e canali social.

Ci rivediamo presto a Teatro
La Direzione


⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️
"Uno spettacolo semplicemente eccezionale."

La Nouvelle Vague


⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️
"Un ufo teatrale...questo allestimento rende giustizia al testo."

Teatro e Critica


⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️
"Un grande successo di pubblico, ampiamente meritato
."
 Gufetto Magazine


⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️
"Divertente e convincente, contemporaneo, feroce, cinico."
Unfolding


⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️
"Cento anni e non sentirli."
Corriere Spettacolo


 

Il David di Donatello Giorgio Colangeli veste i panni del “trasparente” professor Paolino nella rilettura registica di Giancarlo Nicoletti di uno dei classici pirandelliani, “L’uomo, la bestia e la virtù”, che proprio nel 2019 ha festeggiato i cento anni dal debutto sulle scene, dove è stato uno dei testi più rappresentati del drammaturgo siciliano. Co-protagonista un altro pluripremiato attore, il vulcanico Pietro De Silva nel ruolo del Capitano Perella; al loro fianco Valentina Perrella, pronta a calarsi nelle vesti della “virtuosa” signora Perella. E ancora, Cristina Todaro, Alessandro Giova, Diego Rifici, Alex Angelini e Giacomo Costa, a completare il validissimo cast di una rilettura fortemente contemporanea e concreta dell’universo pirandelliano, fuori dal "pirandellismo" di maniera, nel tentativo di riportare la poetica dell’autore Premio Nobel a un universo essenziale, umano, comico e tragico al tempo stesso. E nuovamente attuale.


 


SINOSSI - Il “trasparente” signor Paolino, professore privato, ha una doppia vita: è l'amante della signora Perella, moglie trascurata di un capitano di mare che torna raramente a casa, ha un'altra donna a Napoli ed evita di avere rapporti fisici con la moglie, usando ogni pretesto. La tresca potrebbe durare a lungo e indisturbata ma, inaspettatamente, la signora Perella rimane incinta del professore. Paolino è costretto dunque ad adoperarsi per gettare la sua amante fra le braccia del marito, studiando tutti i possibili espedienti. Il caso è drammatico, perché il Capitano Perella si fermerà in casa una sola notte e poi resterà lontano almeno altri due mesi. Paolino dovrà allora ingegnarsi per salvare la propria dignità e quella della signora Perella, a qualsiasi costo, per obbligarne il marito ai doveri coniugali e far passare suo figlio per figlio legittimo del Capitano Perella e della moglie.


 


NOTE DI REGIA - C'è una terza via per risolvere il sistema Pirandello/Teatro, che non sia la routine del repertorio tradizionale o i rigurgiti della sperimentazione espressiva? Non ci sono dei territori scomodi, meno rassicuranti, inesplorati, fuori dal pregiudizio – od orticaria - che l’idea di “pirandellismo” teatrale ha generato? C’era, sentivo che doveva esserci; ché il buon Pirandello era uomo sovversivo e di scandalo. E quindi da scandalo e sovversione bisognava ripartire. Con la complicità – quasi la connivenza – di un cast di protagonisti virtuoso e coraggioso, siamo approdati a un approccio analitico, scevro dalla contaminazione ed esegesi accademica avvitata a volte in sé, ripartendo da quello-che-realmente-è e non da quello-che-dovrebbe-essere. Senza la paura di sporcarsi le mani col cinismo, la ferocia, la comicità sbordante e la drammaticità cruda di Pirandello. Fra la Magna Grecia siciliana e Bunuel, fra la borghesia novecentesca e Lars Von Trier.
Un approccio contemporaneo, dannatamente concreto. Archiviate la sperimentazione astratto/metaforica e le increspature del teatro di parola, rimangono il sangue, il sesso, il cibo, la merda e l’odore di umanità. Nella volontà di fare, con questo "L’uomo, la bestia e la virtù", uno spettacolo vivo, spietato, esilarante e maledetto.