Note di regia
Dopo i grandi successi di pubblico e critica ottenuti con “Le Bal. L’Italia balla dal 1940 al 2001” la naturale prosecuzione del progetto artistico non poteva che essere “Non si uccidono così anche i cavalli?”
Una storia in cui il ballo e la musica si fanno drammaturgia e permettono che la narrazione proceda su un doppio binario: le parole e le azioni degli attori ballerini che si muovono sul palco. Il mattatore e organizzatore della folle maratona di ballo è l’uomo a cui è affidato il racconto degli eventi, la coprotagonista femminile, sposta il racconto incentrando il focus sul punto di vista opposto. Entrambi fanno parte del mondo dello spettacolo, entrambi ne sono vittime e alle volte vestono i panni dei carnefici.
Nella convinzione che tutto si possa raccontare con ironia e leggerezza lo spettacolo narra una vicenda drammatica conducendo il pubblico per mano, facendolo sorridere e divertire, innamorare e sognare. Nella nostra epoca, caratterizzata dai reality, niente è più contemporaneo del racconto di vite messe in mostra per accrescere il gradimento del pubblico.
In cambio di vitto e alloggio i partecipanti alla maratona devono ballare ininterrottamente per giorni e notti. La speranza non è soltanto quella di vincere la somma messa in palio per la coppia vincitrice, ma, soprattutto, quella di farsi notare dai registi e dai produttori che, come pubblico, assistono alla maratona.
A muoversi a passi di danza coppie di ogni genere, emblema di un’umanità variegata, disperata, grottesca e ironica.
Un cast numeroso capitanato da un grande attore, coreografie spettacolari, cambi di costume, parole ironiche e leggere contribuiscono a fare di “Non si uccidono così anche i cavalli?” uno spettacolo coinvolgente, allegro ed emozionante che vuole sensibilizzare il pubblico sull’attualità del sacrificio in cambio del successo e coinvolgere ed emozionare sempre con il sorriso.