Un attore al centro dello spazio scenico. Una sedia con le rotelle in grado di navigare in uno spazio vuoto da riempire con l’immaginazione. Una dimensione narrativa intima che racconta una storia. Una narrazione che nasce dall’efficacia comunicativa della teatralità, dall’uso della voce e della gestualità. Capitoli che diventano scene. Situazioni narrate che prendono forma nelle caratterizzazioni teatrali e acquistano leggerezza attraverso l’irrinunciabile ironia.
E’ la storia di un fratello e una sorella che, in maniera diversa, sono stretti nella morsa del bullismo reale e discriminante, del mobbing, che vede nel più debole una preda da aggredire; un bullismo costante e latente e a volte apparentemente innocuo ma psicologicamente devastante.
Il racconto, come indica il sottotitolo “una semplice storia di bullismo”, non riconduce a fatti clamorosi di spettacolari vandalismi, né di violenze degne di stuntman cinematografici, ma narra con un linguaggio contemporaneo ironico, a tratti esilarante, di un tradimento intimo e di un disagio crescente, perpetrato in modo costante e latente, tra i ragazzi di un liceo. Fatti che, lontani dai clamori del richiamo mediatico, minano, in primis, la dignità umana.
Lo spettacolo è corredato da MATERIALE DIDATTICO (utile per alla preparazione degli studenti alla comprensione della rappresentazione teatrale) e da un PERCORSO INTERDISCIPLINARE che fornisce chiavi di lettura e collegamenti tra i temi suggeriti la programmazione didattica.
Tecnica: teatro d’attore e di narazione
Durata: 60 min. + 20 min. di dibattito con la compagnia
Età consigliata: 11-16 anni




