dal 7 al 27 dicembre 2010
I CASI SONO DUE
di Armando Curcio
con CARLO GIUFFRE' e con ANGELA PAGANO
regia di CARLO GIUFFRE'
con ERNESTO LAMA
Una Produzione Diana Oris
Dopo lo straordinario successo di pubblico e di critica, torna “I casi sono due” di Armando Curcio che vede come protagonista uno strepitoso Carlo Giuffrè con tutta la sua affiatata compagnia.
Un barone, che non ha avuto figli dalla moglie, vuole ritrovare il figlio che aveva avuto da una ballerina 40 anni prima, paga un'agenzia affinché lo ritrovi. Dalle tracce che vengono scoperte il barone arriva a dedurre che suo figlio è il cuoco, uomo di basso profilo morale e culturale, ladruncolo e bugiardo, che tiene in casa e che così viene "promosso" a rango di barone. L'agenzia poi dichiara di aver sbagliato e che il vero figlio è un altro, un dipendente statale di terzo livello un po' tonto, una sorta di robot che fa tutto ciò che gli viene detto di fare. Il padre ha molti dubbi su chi sia realmente il figlio, almeno fino a quando non scopre che suo figlio deve avere nel sedere una "voglia". Questa si scopre essere sopra al sedere del cuoco. Potrebbe finire così, ma nel finale il superficiale cuoco sviluppa uno straordinario pensiero che, se pur in maniera leggera, affronta il tema della caducità della vita e della fortuna dell'uomo e prende una decisione a sorpresa.
L’atmosfera della commedia ambientata gli anni ’40 viene sottolineata dalle indimenticabili musiche di C.A. Bixio; e scene e i costumi sono di Aldo Terlizzi, le musiche di Francesco Giuffrè.
Un barone, che non ha avuto figli dalla moglie, vuole ritrovare il figlio che aveva avuto da una ballerina 40 anni prima, paga un'agenzia affinché lo ritrovi. Dalle tracce che vengono scoperte il barone arriva a dedurre che suo figlio è il cuoco, uomo di basso profilo morale e culturale, ladruncolo e bugiardo, che tiene in casa e che così viene "promosso" a rango di barone. L'agenzia poi dichiara di aver sbagliato e che il vero figlio è un altro, un dipendente statale di terzo livello un po' tonto, una sorta di robot che fa tutto ciò che gli viene detto di fare. Il padre ha molti dubbi su chi sia realmente il figlio, almeno fino a quando non scopre che suo figlio deve avere nel sedere una "voglia". Questa si scopre essere sopra al sedere del cuoco. Potrebbe finire così, ma nel finale il superficiale cuoco sviluppa uno straordinario pensiero che, se pur in maniera leggera, affronta il tema della caducità della vita e della fortuna dell'uomo e prende una decisione a sorpresa.
L’atmosfera della commedia ambientata gli anni ’40 viene sottolineata dalle indimenticabili musiche di C.A. Bixio; e scene e i costumi sono di Aldo Terlizzi, le musiche di Francesco Giuffrè.

