4 Maggio 2010 ore 20:30
CANTO DO MAR
Musica e ritmi di Napoli Mediterranea
con Amelia e Francesca Rondinella
e con:
Luca Mennella pianoforte
Pino Passante tastiere
Corrado Paonessa chitarre
Ottavio gaudiano contrabbasso
Gerardo Valente fiati
Enzo Pinelli percussioni

Produzione artistica: Clelia Rondinella
Colonna visiva: Enrico Grieco
Management: Vincenzo Pugliese
Veniamo da una famiglia di artisti. Anzi da due! I Rondinella e gli Sportelli: girovaghi per l’arte da varie generazioni! Abbiamo cominciato, come vuole la migliore tradizione con nostro padre Luciano e come sempre accade, ai figli cosiddetti d’arte, all’inizio il pubblico è stato molto severo credendo che tentassimo di usare un cognome famoso…ma il palco non ammette rendite. Unendo le differenti vocalità, i temperamenti artistici, le capacità interpretative e le singole personalità abbiamo costruito il nostro progetto artistico. La nostra lettura della canzone e della poesia napoletana è stata filtrata dall’esperienza e da una sensibilità di donne moderne ma profondamente legate alla memoria e ad un forte passato culturale con la voglia di trasmetterlo e mantenerlo vivo.

Una “vianova” per proporre il repertorio classico, arricchendolo con brani di autori moderni, mescolando la melodia mediterranea a materiali sonori differenti fra loro, consapevoli che la nuova canzone napoletana è nata e continuerà a nascere dal rinnovamento nella tradizione. Così abbiamo concepito Canto do Mar! Seguendo la traccia che apre la soglia del palco prendendo il nome da una canzone nata dall’incontro di Pino Daniele con Raiz (esponente dell’allora nascente gruppo degli Almamegretta). Un percorso musicale arricchito dai ritmi, dalle citazioni dei classici del jazz come nella rilettura di un classico carosoniano Caravan Petrol con echi ellingtoniani, ad esplorare nuovi territori espressivi nella ricostruzione di canzoni moderne con inserti di poesia al femminile, muovendoci anche in ambiti musicali diversi: Adio querida, brano ebraico sefardita simbolo dell’erranza, che apre il concerto o Piensa en mi per evocare la Spagna quella folle, moderna e malinconica di Almodovar melodie affini, per origine e spirito, al canto napoletano di tradizione. In questa promenade non mancano i grandi, intoccabili classici che interpretiamo con il nostro stile: alcuni con una rilettura che li liberi da fraintendimenti di senso - vedi Simme ‘e Napule Paisà scritta da un altro ramo della famiglia…Peppino Fiorelli fratello del nonno materno – altri rispettandone la purezza e la liricità della la poesia cantata di Salvatore di Giacomo o la struggente Core ‘Ngrato introdotta da versi di Ferdinando Russo e ancora proponendo una Luna Caprese con la seconda strofa mai cantata…..

Non poteva mancare il teatro canzone con due momenti diversi:il varietà che esplode nell’ironia e nei colori del Mambo italiano riscritto da Carosone o il Café Medley che raccoglie vari brani che hanno raccontato in musica “’a tazzulella ‘e cafè” fino alla denuncia di Daniele e del grande poeta De Andrè e la canzone di sceneggiata con la forza dei versi di Libero Bovio. Sul palco oltre alla nostra affiatata band anche una colonna visiva creata da Enrico Grieco che accompagna i suoni, con immagini non fotografiche, astratte, ideate nella realtà con colori e sistemi diversi, miscelate e proiettate in sequenza. Infine dopo una sfrenata danza della tammurriata che diventa sfida e si trasforma nella violenza verbale e frenetica di Tammurriata Nera, il quadro finale con la Napoli di oggi. Una ricostruzione temporale, intrecciata con le parole e le note di Daniele che chiude dolente un viaggio che i versi di Maria Orsini Natale hanno iniziato dicendo “Non potremmo cantare canzoni… gente di sole ma nel presagio maligno già perduta……e tuttavia cantiamo, cantiamo struggenti le nostre canzoni”.







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Lunedì-sabato 10:30 / 19:00
Domenica 10:30 / 17:00

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Orario Spettacoli
ore 20:30
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